Dai debutti più attesi alle sfilate che hanno segnato la fine di un’era, dalla Milano Fashion Week di Miranda Priestly all’ultima collezione di Giorgio Armani: le meraviglie continuano a sorprenderci.

Possiamo considerarlo un riepilogo, un carosello o un “Wrapped”: ecco i momenti indimenticabili della moda italiana nel 2025, quelli che ci hanno profondamente colpito e che porteremo sempre nel cuore. Dalla prima volta di Bianca Balti e sua figlia Matilde Lucidi insieme su una copertina di Vogue, all’anteprima di Julia Roberts, fino alla Milano Fashion Week di Miranda Priestly e l’ultima collezione di Giorgio Armani: scopriamo insieme cosa ha definito la moda italiana nel 2025.

L’anteprima Versace di Julia Roberts e Amanda Seyfried al Festival di Venezia

Era fine agosto e sembrava fosse trascorso molto tempo dalla nomina di Dario Vitale come direttore creativo di Versace. Il suo debutto si è realizzato con una giacca blu, camicia a righe e jeans indossati da Julia Roberts al Festival del Cinema di Venezia. Questo look ha guadagnato popolarità, soprattutto quando è stato indossato anche da Amanda Seyfried per un photocall.

Il Diavolo veste Prada 2 è stato probabilmente il tema più amato, atteso e discusso dell’anno. Durante la Milano Fashion Week, nessuna celeb ha catturato l’attenzione come Meryl Streep, tornata nei panni dell’inflessibile Miranda Priestly. Mentre in passerella sfilavano i capi della nuova collezione, il front row dello show di Dolce & Gabbana SS26 si è trasformato in un “set nel set”, offrendo agli ospiti un’esperienza di moda e cinema che difficilmente dimenticheranno.

I Debutti della Stagione a Milano

Quattro sono stati i debutti dell’ultima stagione a Milano: Demna da Gucci, Louise Trotter da Bottega Veneta, Simone Bellotti da Jil Sander e Dario Vitale da Versace. Se per quest’ultimo non avremo modo di vedere il “dopo” – dato che è stato recentemente annunciato il termine del breve percorso condiviso – gli altri hanno scritto l’inizio di capitoli che, con un pizzico di fiducia, potrebbero diventare ciò che speriamo o ciò che non ci aspettiamo. Purché ci destabilizzino a sufficienza per romperne i confini e portarci altrove.

L’ultimo abito presentato, uno scudo fluido decorato di cristalli, ha nuovamente messo in evidenza l’anatomia del corpo femminile, nudo. Al contempo, richiamava i codici vestimentari del gladiatore, emblema indiscusso di forza nella storia della Roma antica.

Maria Grazia Chiuri ha concluso il suo percorso con Dior con la sfilata Cruise 2026, tenutasi a Villa Albani Torlonia, a Roma. Non è stata solo una sintesi autobiografica di un momento, ma una narrazione eterea di un angolo di mondo in cui cinema, teatro, moda e arte si intrecciano senza sovrapporsi.

Nessun momento, forse, ha segnato il 2025 come la perdita di Giorgio Armani. E nessun momento è stato toccante come la sfilata primavera estate 2026, con l’ultima collezione disegnata dal Re, che ha reso tangibili le connessioni emotive tra passato, presente e futuro.

Sulle note di Ludovico Einaudi, alla Pinacoteca di Brera, è andato in scena il riassunto di oltre cinquant’anni di moda che si è rivelato essere un arrivederci, non programmato, a tutti noi.

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